
La stampa diede l'avvio alla comunicazione di massa, diffondendosi in tutti gli strati sociali. L'invenzione della stampa . . . e fu subito una rivoluzione!!
È così che la stampa decollò e il libro e altri stampati si diffusero enormemente aprendo una nuova epoca. Per prima cosa, la stampa fece nascere e sviluppare l’editoria. Solo nell’800 questi fogli acquistarono frequenza quotidiana, ma si trattava sempre di una stampa a carattere regionale o addirittura locale, a diffusione modesta e con pochi mezzi.
La stampa, già esistente da alcuni secoli, si diffuse ancora di più con le nuove scoperte nel campo delle comunicazioni . Esse furono le grandi invenzioni del cinema, della radio e, più tardi, della televisione. Il cammino dell'uomo verso le comunicazioni di massa ha influenzato l'aspetto sociale e culturale del mondo.
Ecco le tappe principali.
Nel 1836 Samuel Morse inventò il telegrafo che consentì all'uomo di comunicare anche a grandi distanze attraverso l'omonimo alfabeto.
Nel 1870 venne inventata la cellula fotoelettrica (Siemens, May e Carey).
Nel 1871 arrivò il "telefono" grazie ad Antonio Meucci.
Nel 1895 Guglielmo Marconi inventò la radio. Egli utilizzò le onde elettromagnetiche per inviare segnali a distanza.
Nel 1895 i fratelli Lumière crearono il "Cinema" utilizzando una primitiva cinepresa che stampava le immagini e le proiettava. L'apparecchio fu poi chiamato cinématographe ed è da questo termine che poi derivò la parola "cinema".
Nel 1897 venne inventato il tubo catodico (Braun).
Nel 1900 avvenne il trionfo dei mass media. Fra i prodotti dello
sviluppo tecnologico degli ultimi decenni, quelli che forse più di tutti
condizionarono e trasformarono la vita quotidiana nella società
industrializzata, e in parte anche in quelle meno sviluppate, furono i mezzi di
comunicazione di massa (o mass media, come spesso vengono chiamati con termine
inglese). La rivoluzione in questo campo era cominciata già nel periodo fra le
due guerre, con l’affermazione della radio e del cinema sonoro. Anche nel
secondo dopoguerra, radio e cinema continuarono a svolgere un ruolo
importantissimo.
La radio, in particolare, conobbe un nuovo boom alla fine degli
anni ’50, con l’apparizione degli apparecchi a transistor (caratterizzati
dall’ingombro minimo e dai bassi costi di fabbricazione) e rimase il più diffuso
fra i mass media.
Ma la vera protagonista di questa fase della storia delle
comunicazioni di massa fu certamente la televisione. L’avvento della televisione
ebbe effetti rivoluzionari in molti campi. Trasformò il mondo dell’informazione,
offrendo la possibilità di mostrare e di diffondere in tutto il mondo, le
immagini di un evento (da una competizione sportiva allo sbarco del primo uomo
sulla Luna, da un attentato , all’eruzione di un vulcano) nel momento stesso in
cui si svolge. Portò lo spettacolo dentro le case creando nuove abitudini
familiari, nuove forme di intrattenimento collettivo e un diverso uso del tempo
libero. Ma creò anche una cultura di massa: una cultura in cui l’immagine tende
a prevalere sulla parola scritta (quello di libri e giornali è l’unico fra i
consumi culturali a non aver conosciuto incrementi di rilievo nell’ultimo
quarantennio); una cultura i cui prodotti e i cui modelli, prevalentemente di
origine americana, si diffusero in tutto il mondo, imponendo ovunque nuovi
linguaggi e nuovi valori, a scapito delle culture nazionali.