Tecnologie didattiche in scuola

E a scuola. . . cosa succede? Quali sono i cambiamenti?

Che un sistema educativo forte sia premessa indispensabile per qualunque progresso economico e sociale nessuno lo ha mai messo in dubbio.... E' ormai chiaro che l'utilizzo di strumenti informatici e di collegamenti in Rete offrono opportunità nuove per innalzare la qualità dell'attività didattica e facilitare l'apprendimento. Ma è altrettanto chiaro che non basta avere più computer nelle aule. L'impegno è più profondo, perché comporta piani di preparazione degli insegnanti, sperimentazione didattica e modalità nuove d'impostare i piani formativi.

C'è poi un secondo aspetto che è altrettanto importante: attraverso l'innovazione tecnologica, il sistema scolastico si apre all'esterno coinvolgendo altre istituzioni che possono concorrere al processo educativo. La scuola dialoga in modo più continuo con le famiglie. Anche in questo caso, non é solo una questione di collegamenti a Internet. Non basta offrire a ogni singola scuola la possibilità di affacciarsi alla Rete, occorre promuovere la capacità delle scuole di "fare Rete".

L'affermarsi delle tecnologie avanzate di informazione impegnano la scuola a trasformare “l'apprendimento".

Queste le novità. (Come da mia esperienza di insegnante: uso i verbi al futuro perché la scuola ha appena iniziato il suo cammino in questa direzione!!)

Gli approcci didattici dovranno trasformarsi adattandosi all'idea che ciascun studente in qualsiasi ambiente abbia a disposizione un computer da tavolo o portatile, così che le nuove tecnologie diventino una parte degli scenari di apprendimento come lo sono stati i libri dall'avvento dei sistemi pubblici d'istruzione.

Con  l'avvento universale delle nuove tecnologie si abbatteranno i confini fra le discipline e l'apprendimento diverrà parte integrante di tutto il curricolo, mettendo in discussione la rigidità di esso e la struttura degli standard, senza peraltro eliminare la necessità di fare valutazioni nelle singole aree così come dell'apprendimento globalmente inteso.

L'uso del tempo sarà utilizzato con maggiore flessibilità.

Le tecnologie didattiche adottate rappresenteranno l'indicatore di qualità del servizio formativo scolastico.

Le tecnologie didattiche incontrano la scuola e ne costituiscono una risorsa globale. La scuola deve riorganizzare i saperi, gli spazi e i tempi educativi. Per quanto riguarda la riorganizzazione dei saperi, lavorare in Internet comporta l'accesso degli studenti a informazioni remote, l'apertura di esperienze di collaborazione con realtà che operano su altri territori con esperienze e tradizioni diverse alle spalle. Il lavoro cognitivo (learning by doing) modifica il rapporto tra lavoro individuale ed esperienza condivisa dal gruppo attraverso un deciso spostamento dal baricentro didattico verso il gruppo.

La logica dell'orario rigido e della didattica in aula viene superata verso un orario più flessibile. Basta pensare agli effetti dell'apertura di un'area di download da cui gli studenti possono scaricare i materiali utilizzati dall'insegnante, o dell'attivazione di un servizio di doc sharing attraverso il quale scambiarsi gli appunti delle lezioni, o ancora la disponibilità di uno sportello telematico al quale lo studente possa rivolgersi per la personalizzazione del suo apprendimento o per stabilire una relazione di aiuto. In tutti questi casi lo spazio della didattica si allarga (dalla classe a Internet) e si dilatano i tempi (dal tempo scolastico al tempo domestico) e con i dovuti equilibri il tutto si può risolvere in un guadagno sia per l'insegnante che per lo studente.

Infine grazie alle tecnologie didattiche è possibile potenziare l'intervento didattico. Uno dei vantaggi che le tecnologie didattiche garantiscono alla didattica, infatti, è quello di poter diversificare e personalizzare l'intervento consentendo agli studenti di trovare con maggiore facilità una propria forma di di presenza "ottimale" nella classe. Si attua in tre direzioni: la diversificazione e personalizzazione dell'approccio del sapere, l'attivazione delle diverse intelligenze dei soggetti (percettivo-motoria, logico-linguistica ecc), l'apertura della conoscenza in senso multimediale e interdisciplinare.

Fin qui il nuovo. E il vecchio?

Con un salto all'indietro ci si ritrova alle origini della sensibilità pedagogica insita nella cultura moderna, nella quale sono evidenti i "segni" dell'efficacia, dell'individualizzazione e dell'universalizzazione. I nuovi orizzonti non possono negare nessuno di questi punti. Se ne sono aggiunti dei "nuovi" principi didattici che parlano di protagonismo, di apprendimento attraverso l'uso degli strumenti digitali, di incoraggiamento del pensiero creativo, di coinvolgimento dello studente, di appoggio all'elaborazione di percorsi personali, di progressioni condotte attraverso aggiustamenti continui e di utilizzo positivo dell'errore.

I.I.S. "G. Alberti" - Benevento
Prof.ssa Rosanna De Nigro

Top