La matematica (dal greco mathèma, cioè scienza) è nata più di 5000 anni fa nelle zone del Nilo, del Tigri e dell'Eufrate. La sua storia si accompagna a quella della civiltà umana e riflette i suoi progressi ma anche i suoi regressi.
Pur essendo considerata una scienza esatta, la matematica, come tutte le altre scienze, non si è sviluppata nel vuoto. Essa, infatti, ha potuto progredire solo in stretta associazione con la vita economica, con le diverse tecniche e con tutte le altre scienze.
Già verso la fine del '500, per merito del matematico fiammingo Stivino, vennero inventati, in sostituzione delle frazioni, i numeri decimali; successivamente lo scozzese Nepero inventò i logaritmi che permettono di sostituire le moltiplicazioni con le somme e le divisioni con le sottrazioni.
Inoltre, i progressi dell'algebra permisero a Cartesio d'inventare una nuova geometria in cui ogni figura, localizzata in un sistema di coordinate, è rappresentata da un'equazione.
La cosiddetta matematica dell'incerto, invece, si sviluppò con la nascita delle società di assicurazione, le quali resero necessario tenere statistiche e stimolarono la nascita del calcolo combinatorio e del calcolo delle probabilità, cui contribuirono Blaise Pascal, Pierre de Fermat e lo svizzero Giacomo Bernoulli.
Infatti, la matematica dell'incerto, come noi l'abbiamo definita comprende proprio: la statistica, il calcolo combinatorio, il calcolo delle probabilità.