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Informazioni generali

Storia

Bellezze artistiche

Paese oggi

Prospettive dei cittadini

Stemma di Pago Veiano

 

 

Informazioni Generali

Pago Veiano dista 18 km da Benevento, sorge su una collina a 475m s.l.m. è esposta a nord-ovest ed ha una forma molto irregolare. Si costituisce lungo l'unica via di comunicazione, la provinciale Benevento S. Giorgio la Molara. 
Gli studiosi sono concordi nel sostenere che il paese attuale, nonostante le numerose testimonianze romane in esso rinvenute, sia di origine "recente" con molta probabilità esso, laddove si trova adesso, fu fondato tra l'XI e il XII secolo. 


Storia

Numerose tracce di antichi centri abitati sono state rinvenute in diverse contrade, ma tutte lontane dal paese attuale. I primi insediamenti umani, così come i "pagi" romani, si deve presupporre che essi si trovassero lungo il fiume Tammaro che, per tre lati, cinge il paese e che costituiva una importante arteria di traffici ed attività. Attendibile sembra l'ipotesi la quale vuole che, proprio lungo la riva sinistra del fiume, si snodasse uno dei "calles sannitici, allargato e migliorato in epoca romana. Lo stesso, in seguito andò a costituire un tratto della via romana detta "Numicia" o "Minucia", che era la continuazione della strada descritta dall'itinerario dell'imperatore Antonio Pio (161 d.C.) durante il periodo medioevale, prese il nome di "tratturo regio".

Pago Veiano

 Che il paese affondi le sue origini in epoca molto antica è una ipotesi affascinante, confortata da diverse testimonianze archeologiche: ruderi, tombe, epigrafi, monete rinvenute in diverse località del territorio di Pago anche se esse, da sole, non riescono a far piena luce su tutto il passato. Interessanti sono risultate le tracce di centri abitati "pagi" risalenti a epoca romana, ritrovate nelle contrade: Terraloggia, Casalini, Piane e Torre;
L'Archeologo tedesco Theodor Mommsen, studioso di storia romana, parlando di Pago, in particolare si riferiva alla contrada terraloggia, dice testualmente: "qui fuit aetate romana Pagus Veianus". Pago Veiano era abitato da cittadini della tribù Stellatine, una delle 35 tribù rustiche a cui venivano iscritte le popolazioni italiche dopo aver ottenuto la cittadinanza romana.. Si presume che nessun "pagus" esistesse la dove fu costruito, in epoca medioevale il paese attuale, mala tradizione romana dei "pagi" doveva essere ancora molto forte se il nuovo paese fu chiamato proprio Pago. Certamente dalle contrade circostanti dovevano provenire i suoi fondatori, i quali avevano scelto per il loro nuovo insediamento la collina più alta della zona, forse perché meno soggetta a fenomeni sismici, forse per meglio proteggersi dagli invasori.

Nel 1239, durante il regno degli Svevi, troviamo un preciso riferimento a Pago nella rivista "Sannium"del 1954 n.3-4 pag. 215dove è detto che " l'Università di Monteleone, insieme con le terre di Pago, Taurasi, Terra Rossa e Pietrelcina doveva contribuire alla riparazione del castello imperiale di Buonalbergo". Fino a quanto Benevento, cessato il potere Longobardo, non passò a far parte del dominio pontificio, Pago gravitò nella sua orbita. In seguito entrò a far parte del Principato Ultrà.
La data accreditata da tutti è quella del 1320, riportata nel Cedolario dell'epoca, quando, col nome di "Pathum", il paese fu tassato per 4 once, 15 tari e 13 grana. Infeudato fu posseduto, con vari titoli dai signori: Di Capua, Cutillo, Brancaccio e i Maio-Durazzo .Ad essi i cittadini dovevano versare cinque carlini per ogni mogio di terra. Gli ultimi signori di Pago furono i De Maio Durazzo, i quali, anche dopo la legge del 2 agosto del 1806, in virtù della quale l'ordinamento feudale veniva "formalmente e totalmente abolito" continuarono a conservare il nudo titolo di Marchesi di Pago e il diritto di patronato nella nomina dell'Arciprete. . Nell'Archivio della curia Metropolitana di Benevento si conservano gli atti del processo sulla facoltà del barone di esercitare il diritto di patronato nella nomina dell'Arciprete conferito da Ferdinando D'Aragona e confermata ancora poi dall'imperatore Carlo V concesso il 22 dicembre 1535 a Luigi Di Capua. Grazie all'opera dei Parroci è possibile oggi reperire documentazione di grande rilievo storico. Nell'archivio parrocchiale della chiesa Arcipretale il primo registro dello "Stato delle Anime" risale agli anni 1686-1695. Ricchi di informazioni, sono una vera e propria fotografia della fisionomia della comunità e della sua evoluzione, permettendo la ricostruzione di molti aspetti sociali, demografici ed urbanistici.

La Chiesa Arcipretale fu eretta dai Marchesi di Pago in onore di S. Donato che gia da molti secoli era il protettore del paese. Annibale De Maio Durazzo si era rivolto al Santo chiedendo la guarigione della moglie Beatrice Capocelato, promettendo in voto un tempio. Morto Annibale, l'opera fu realizzata dal figlio Gennaro dietro l'esortazioni della madre, come è detto nell'iscrizione posta sul portale. Iniziata nel 1759, fu consacrata dall'Arcivescovo Giovanni Battista Colombini il 21 maggio 1765. 
Un cavalcavia collegava la chiesa al palazzo marchesale. Prima di questa, la chiesa Arcipretale di S. Donato, intitolata in un secondo tempo alla Madonna del Rosario, era ubicata alle spalle del palazzo marchesale , al vico Castelvetano. Essa esisteva gia nel 1500, ma fu riconsacrata nel 1697 dal Cardinale Orsini, poi Papa Benedetto XIII. Insieme all'antico borgo ed al palazzo dei signori di Pago, è stata demolita nel 1962.



Bellezze artistiche

S. Michele

Chiesa di S. Michele

Al centro di Terraloggia, su una piccola altura, è situata la Chiesetta di S. Michele, realizzati con avanzi di antiche costruzioni romane. Nei suoi muri sono inserite alcune epigrafi e stele funerarie. Fa da architrave alla porta d'ingresso l'iscrizione di Tito Settimio; altre sette sono nell'interno; dinanzi c'è l'"arca" di Gneo Pompeo Modesto eretto dalla moglie Opimia Ianuaria con la quale visse trentacinque anni.
Presso questa cappella rurale sono visibili le tracce di una più antica costruzione. Nel XVII secolo S. Michele, detto anche S. Angelo di Terraloggia, era un piccolo feudo posseduto dall'abbazia di Santa Maria di Ferrara. Il Collegio dei Canonici di S. Bartolomeo ogni domenica provvedeva a farvi celebrare la messa e per questo esigeva dagli abitanti il tre per cento delle "vettovaglie" raccolte.Anche Padre Pio, nel periodo dal 1911 al 1916, vi si recò più volte a celebrare la S. Messa, venendo dalla sua Piana Romana.

S. Maria a Tammaro

Altra località abitata in epoca romana era Tammaro, posta sulla sponda destra del fiume omonimo. Anche qui sono venuti alla luce reperti archeologici, tra i quali un cippo sepolcrale eretto da Camuria Primitiva in onore del marito, morto dopo undici anni di matrimonio. Secondo alcuni storici S. Tammaro, il 23° Vescovo di Benevento (440-465), sarebbe nato in questo luogo e da esso avrebbe preso il nome; 
secondo altri sarebbe qui venuto proveniente dall'Africa. Nel secolo VIII Tammaro era posseduto dal nobile beneventano Vaccone che lo donò al Monastero di Montecassino. In seguito passò a far parte dei possedimenti di Santa Sofia. Se Terraloggia e Tammaro scomparvero come centri abitati, le loro campagne continuarono ad essere popolate dalle modeste abitazioni, generalmente pagliai, dei contadini che vi dimoravano quasi per tutto l'anno, pur avendo la maggior parte di essi un'altra casa in paese. Alla loro morte venivano trasportati in Pago e seppelliti nella Chiesa di S. Donato. All'inizio del 1800 i feudi di Terraloggia, di Tammaro e di Pago formarono un unico comune.       
             

Chiesa di S. Maria a Tammaro 

Il Castello di Terraloggia

Terraloggia risulta abitata gia in età romana. All'inizio dell'età normanna era un feudo ricco, murato e forte, ben protetto da un castello di cui esistono ancora le tracce delle mura, mentre la "Torre" è una costruzione certamente più recente. Il nome di Terraloggia deriva "Terra Rubea", cioè "Terra Rossa", da cui si ebbe "Terra Roggia", "Terra Loggia", "Terraloggia"
Nel 1113 questo feudo era posseduto dal normanno Roberto di Sicilia che mosse guerra ai beneventani i quali, in numero di circa quattromila, guidati da Landolfo della Greca, distrussero e saccheggiarono Terraloggia. Nell'incendio del castello morì tra le fiamme lo stesso Roberto. In seguito il feudo, di nuovo discretamente abitato, fu posseduto, con quello vicino di Mannaro, da Guarino di Terrarubea che nel 1170 partecipò alla crociata bandita da Guglielmo il Buono. Nel 1482, morta Maddalena Caracciolo, signore di Terraloggia divenne il figlio Tirello Mansella che tanta parte ebbe nelle lotte civili che si scatenarono a Benevento, divisa in due opposte fazioni capeggiate dalle famiglie dei Mansella e dei Capobianco. Dopo i Mansella, il feudo nel 1605 passò ai Caracciolo e da questi, nel 1681, ai Pignatelli . Nel 1703 fu venduto per 14 mila ducati a Vincenzo Mastrilli che poi lo cedette a Giacinto Muscettola, duca di Spezzano. Nel 1727 fu ricomprato dai Pignatelli. In seguito passò al Marchese de Girardi e al Marchese di Montesilvano.

 

Paese oggi

 Il paese attualmente è finalmente passato come comunità montana, questo dovrebbe sicuramente portare ad una crescita e ad uno sviluppo nelle varie attività nell'ambito  paesano. Inoltre il paese, almeno dal punto di vista rurale sta subendo modifiche, dovute anche alle nuove abitazioni popolari.

 

Prospettive dei cittadini

Quali sono, secondo lei, i problemi più gravi che il suo paese presenta?
  TOTALE %
Disoccupazione 2 16.7
Mala sanità 0 0
Servizi pubblici 3 25.0
Mancanza di impianti sportivi 3 25.0
Riparazione delle strade 4 33.3
Altro 0 0
Dei servizi offerti, quali la soddisfano di più?
TOTALE %
Occupazione 1 8.3
Servizi pubblici 0 0
Sanità 1 8.3
Sicurezza 1 8.3
Banche e Servizi 3 25
Impianti sportivi 0 0
Impianti industriali 6 50
Altro 0 0
Quali miglioramenti propone di apportare al suo paese?
  TOTALE %
Apertura di un centro commerciale 2 16.6
Costruzione di nuove strutture  6 50
Ampliamento del settore industriale 2 16.6
Funzionamento dei servizi 2 16.6
Altro 0 0
Secondo lei gli abitanti del suo paese saranno in grado di garantirsi un futuro migliore?
 
  TOTALE %
SI 9 75
NO 3 25
In ambito lavorativo, per il futuro, ci saranno nuove imprese e di conseguenza nuovi posti di lavoro?
  TOTALE %
SI 11 91.7
NO 1 8.3
Quale ritiene che sia il settore meno sviluppato nel Sannio?
  TOTALE %
Primario 0 0
Secondario 4 33.3
Terziario 2 16.6
Terziario avanzato 6 50
Quale, invece, ritiene sia il settore più sviluppato nel Sannio?
  TOTALI %
Primario

8

66.7
Secondario

3

25
Terziario

2

16.7
Terziario avanzato

0

0
Con quale aggettivo definirebbe la vita che si conduce nel suo paese?
  TOTALI %
Tranquilla 4 33.3
Movimentata 2 16.7
Caotica 1 8.3
Mediocre 5 41.7
Altro 0 0